Rossello Mano

Il grande approfondimento sul Dito a Scatto: Scopriamo le cause più comuni di insorgenza del Dito a Scatto!

Il dito a scatto può insorgere per differenti cause:


  • Uno sforzo insistito e ripetuto della mano.

    Da cui infiammazione, dolore e gonfiore.




  • Patologie reumatiche che coinvolgono i tendini e che possono interessare tutte le età della vita.

    Con prevalenza tra i 40 e i 60 anni ( soprattutto per il sesso femminile ).




  • Patologie sistemiche come il diabete o l’artrite.



  • Patologie legate alla tiroide. 

Tutte queste condizioni possono determinare la ritenzione idrica con conseguente ingrossamento dei tendini. 

Esiste, infine, il dito a scatto anche nei bambini, che essenzialmente ha la sua causa in una ristrettezza congenita del canale digitale. 

Rossello Dito

Il grande approfondimento sul Dito a Scatto: Introduzione e in Cosa Consiste la Patologia!

Vi è mai capitato, soprattutto al mattino, di svegliarvi con un dito bloccato in flessione?

Oppure di avvertire (dedicandovi ad attività manuale) la spiacevole sensazione di scatto di un dito al movimento di flesso-estensione?

Se vi è accaduto potreste essere afflitti da tenosinovite stenosante dei tendini flessori, più semplicemente detta dito a scatto. 

Il dito a scatto è una forma di tendinite molto frequente che interessa i tendini flessori delle dita.

I tendini flessori delle dita coinvolti sono quelli che determinano la chiusura della mano. 

I tendini scorrono in un canale osteo fibroso, detto canale digitale (con una base ossea e un canale fibro-elastico).

Questo Canale ha lo scopo di solidarizzare i tendini allo scheletro delle dita della mano. 

I tendini passano attraverso il canale digitale ma, quando vanno incontro a fenomeni infiammatori, il loro volume cresce impedendone il normale scorrimento. 

Quando i tendini ingrossati vengono forzati nel passaggio attraverso il canale digitale, si avverte un vero e proprio scatto!

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Facili Esercizi per mantenere le nostre mani in splendida forma durante il periodo estivo!

Chi lavora con le mani sa che dopo aver ripetuto gli stessi gesti per ore (scrivere al computer ad esempio) le dita diventano stanche, intorpidite e meno scattanti. 

Per mantenere le nostre mani attive e funzionanti esistono alcuni esercizi di stretching – molto simili a quelli consigliati per i musicisti – che andrebbero eseguiti ogni giorno con regolarità, a casa o in ufficio, sia dalle persone anziane sia da chi per lavoro sottopone le proprie mani a sforzi intensi. 

Questi esercizi non richiedono strumenti particolari e possono essere facilmente svolti in qualsiasi momento della giornata:

  • Esercizio 1 – Appoggiare gli avambracci sulla scrivania, con i palmi delle mani aperti all’insù. Separare bene le dita delle mani e, partendo dal mignoli, arrotolare tutte le dita, chiudendole sul palmo della mano. Partendo dal pollice, srotolare le dita riaprendo il palmo. Ripetere alcune volte e poi aprire e chiudere le mani ritmicamente. Poi eseguire lo stesso esercizio con l’altra mano.
  • Esercizio 2 – Appoggiare la mano destra sulla scrivania con il palmo rivolto verso in basso. Con le dita dell’altra mano, flettere ogni dito escluso il pollice, verso il dorso della mano. Mantenere per alcuni secondi il massimo allungamento. Poi ripetere per la mano sinistra.
  • Esercizio 3 – Mantenendo la mano appoggiata sulla scrivania allontanare leggermente il pollice dalle dita. Mantenere la massima apertura per alcuni secondi. Eseguire per entrambe le mani.
  • Esercizio 4 – Appoggiare il gomito del braccio braccio sulla scrivania, il palmo della mano rivolto verso l’alto. Con l’altra mano flettere tutte le dita all’indietro. Mantenere la posizione per alcuni secondi e poi cambiare mano.
  • Esercizio 5 – Tenere una mano aperta con le dita ben distese e distanziate tra loro. Con l’altra mano, cercare di distanziare ulteriormente lo spazio tra le dita. Mantenere la posizione per alcuni secondi e poi cambiare mano.
  • Esercizio 6 – Portate le braccia davanti al petto con i palmi rivolti verso l’esterno. Intrecciate per bene le dita e stendetele quindi più che potete. Rimanete in questa posizione per 15 secondi.
  • Esercizio 7 – Poggiate il gomito destro sul tavolo con l’avambraccio sia perpendicolare al piano. Aprite bene la mano e aiutandovi con le dita della mano sinistra afferrate una ad una le dita della destra, tendendole verso il vostro corpo. Rimanete in tensione per 5 secondi per ciascun dito, poi ripetete l’esercizio con la mano destra.
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Le lesioni del nervo radiale al braccio

Il nervo radiale può essere vittima di gravi lesioni. 

Le lesioni del nervo radiale sono infortuni che possono pregiudicare sia la funzione motoria che quella sensitiva del nervo in questione.

Gli episodi di lesione del nervo radiale possono avere luogo in punti differenti:  per esempio a livello del tratto con sede nell’ascella o a livello del tratto che passa per la scanalatura radiale.

Le lesioni del tratto di nervo radiale con sede nell’ascella possono essere la conseguenza di una dislocazione dell’omero dall’articolazione gleno-omerale (un’articolazione della spalla) o di una frattura della porzione prossimale dell’omero.

Sotto l’aspetto motorio, gli effetti sono: la paralisi del tricipite brachiale e del muscoli posteriori dell’avambraccio.

 Il soggetto colpito, quindi, è incapace di estendere l’avambraccio, il polso e le dita della mano.

Sotto l’aspetto sensitivo, invece, l’effetto principale è la perdita di sensibilità cutanea in tutte e quattro le porzioni innervate dalle branche sensitive.

Invece le lesioni del tratto di nervo radiale passante per la scanalatura omerale sono la conseguenze delle fratture a carico del corpo dell’omero. 

Il corpo dell’omero è la regione centrale dell’omero, quella compresa fra l’estremità prossimale e l’estremità distale.

Sotto l’aspetto motorio, gli effetti consistono in un indebolimento del tricipite brachiale (mai la paralisi!) e nella paralisi dei muscoli posteriori dell’avambraccio. 

Il soggetto colpito, quindi, è incapace di estendere il polso e le dita.

Sotto l’aspetto sensitivo, invece, l’effetto principale è la perdita di sensibilità cutanea nelle porzioni di pelle innervata dalla branca superficiale del nervo radiale. Si ricorda ai lettori che la branca superficiale del nervo radiale provvede alla percezione sensitiva della superficie dorsale di pollice, indice, medio e metà anulare.

Mario Igor Rossello - Il nervo radiale

Origine e importanza del Nervo Radiale (Focus sul Braccio)

Il nervo radiale ha origine nella cavità ascellare come continuazione del fascicolo secondario posteriore del plesso brachiale.

Passa quindi attraverso il braccio, prima nel compartimento posteriore, e successivamente nel compartimento anteriore del braccio. Continua quindi nel compartimento posteriore dell’avambraccio.

Focus sul Braccio:

Subito dopo l’origine dal plesso brachiale il nervo si porta verso il basso, decorrendo per un tratto al di dietro dell’arteria ascellare – la parte di arteria ascellare distale rispetto al muscolo piccolo pettorale. 

Il nervo penetra nella loggia posteriore del braccio, passando fra il capo mediale e il capo lungo del muscolo tricipite, al di sotto del margine inferiore del muscolo grande rotondo. 

Nella loggia osteo-fasciale posteriore del braccio si accompagna all’arteria omerale profonda, che gli si pone lateralmente.

Insieme a quest’arteria decorre nel solco del nervo radiale dell’omero, in uno spazio delimitato dai capi mediale e laterale del muscolo tricipite che lo ricopre e protegge.

A questo livello stacca rami per i muscoli della loggia posteriore del braccio e rami cutanei per braccio e avambraccio (nervi cutaneo laterale inferiore del braccio, cutaneo posteriore del braccio e cutaneo posteriore dell’avambraccio). 

Circondando ad elica l’omero il nervo prosegue verso il basso fino a raggiungere il lato laterale del braccio, 5 cm al di sotto della tuberosità deltoidea: qui trapassa il setto intermuscolare laterale per raggiungere il compartimento anteriore del braccio, decorrendo fra i muscoli brachiale (medialmente) e brachioradiale (lateralmente).

 Il nervo emette rami collaterali per due dei tre muscoli laterali dell’avambraccio (i muscoli brachioradiale ed estensore radiale lungo del carpo) quindi scende ancora verso il basso fino all’epicondilo laterale dell’omero, che attraversa, dove termina ramificandosi nei suoi due rami terminali, un ramo radiale superficiale ed un ramo radiale profondo che continuano nella fossa cubitale e poi nell’avambraccio.

Rossello - Plesso branchiale

Le Cause che portano a una lesione del plesso brachiale

Le svariate cause di una lesione comprendono per lo più eventi traumatici diretti, decisamente meno frequente il danneggiamento a causa di una ferita profonda.

Quali movimenti possono causare una lesione di questo tipo?

  • violento sbandamento della testa e del collo dalla spalla
  • forzato movimento della spalla verso il basso
  • trazione violenta verso il basso del braccio in posizione addotta
  • trazione violenta verso l’esterno e verso l’alto del braccio in posizione abdotta 

I principali eventi traumatici che possono provocare una lesione del plesso brachiale invece sono:

  • incidenti in moto (i più frequenti)
  • frattura della clavicola
  • lussazione della spalla

Conoscere la causa è molto importante per impostare un programma riabilitativo corretto, permettendo di scegliere gli esercizi migliori di caso in caso.

Dott. Mario Igor Rosello - Che cosa è il Plesso Brachiale

Che cosa è il Plesso Brachiale?

Il plesso brachiale è uno dei sei plessi nervosi appartenenti al sistema nervoso periferico costituito dai rami anteriori dei nervi spinali.

È formato dai rami anteriori dei nervi cervicali quinto, sesto, settimo e ottavo, dal ramo anteriore del primo nervo toracico e da rami anastomotici dei nervi quarto cervicale  e secondo toracico. 

Questo plesso si estende dal midollo spinale, attraverso il canale cervico-ascellare nel collo, al di sopra della prima costola e nell’ascella.

 Fornisce fibre nervose afferenti ed efferenti al c. Nervo scoperto , alla spalla, al braccio e alla mano.

La sua struttura:

Il plesso brachiale è diviso in cinque radici, tre tronchi, sei divisioni (tre anteriori e tre posteriori), tre corde e cinque rami. 

Ci sono cinque rami “terminali” e numerosi altri rami “pre-terminali” o “collaterali”, come il nervo sottoscapolare, il nervo toracodorsale e il lungo nervo toracico, che lascia il plesso in vari punti lungo la sua lunghezza.

 Una struttura in genere utilizzata per identificare parte del plesso brachiale nelle dissezioni da cadavere è la forma a M o W, che si forma dal nervo muscolocutaneo (dal cordone laterale, dal nervo mediano, dal cordone mediale e dal nervo ulnare.

Le Funzioni:

Il plesso brachiale è responsabile dell’innervazione cutanea e muscolare dell’intero arto superiore, con due eccezioni: il muscolo trapezio innervato dal nervo accessorio spinale e un’area di cute vicino all’ascella innervata dal secondo nervo intercostale (nervo intercostobrachiale).

 Il plesso brachiale comunica attraverso il tronco simpatico tramite rami grigi comunicanti che si uniscono alle radici del plesso.

I rami terminali del plesso brachiale (nervo muscolocutaneo, nervo ascellare, nervo radiale, nervo mediano e nervo ulnare) hanno tutti specifiche funzioni sensoriali, motorie e propriocettive.

Dott. Mario Igor Rossello - La sindrome di Kiloh-Nevin

Un disturbo incredibilmente raro: la sindrome di Kiloh-Nevin

Di cosa si tratta?

La Sindrome di Kiloh-Nevin, conosciuta anche come “Sindrome del nervo interosseo anteriore”, è un disturbo molto raro che consiste nella compressione del ramo profondo del nervo mediano.

Questo ramo profondo decorre lungo l’avambraccio in prossimità della membrana interossea che collega l’ulna e radio. 

Come si manifesta?

La patologia tende a manifestarsi a seguito di fenomeni compressivi dovuti a traumi, interventi chirurgici all’avambraccio, borsite, presenza di cisti o lipomi, ect…

Quali sono i sintomi?

Il paziente colpito dalla patologia, avverte un deficit nella flessione della falange ungueale del pollice e dell’indice ed anche delle difficoltà nella pronazione delle 2 dita. 

In questo caso risulta difficoltoso scrivere, raccogliere oggetti e ruotare il polso.

Cosa è consigliato fare?

Quando si avvertono questi sintomi per un periodo che supera le tre settimane è consigliato recarsi dal medico ed effettuare una elettromiografia e un’ecografia muscolare ed osteoarticolare.

Sindrome del canale di Guyon

Parliamo della sindrome del canale di Guyon!

Approfondiamo insieme la sindrome del canale di Guyon e i suoi sviluppi:

La sindrome del canale di Guyon è una patologia debilitante che interessa il polso, in maniera specifica il tunnel detto appunto canale di Guyon, attraversato dal nervo ulnare per passare dall’avambraccio alla mano.

In caso di sindrome del canale di Guyon il nervo ulnare incontra delle difficoltà nel passaggio dentro al canale venendo compresso.

I motivi di tale compressione sono molteplici. Mentre le cause, tra le tante possibili, possono essere un’artrite del polso o l’ispessimento del canale in questione.

I sintomi sono costituiti principalmente da scarsa sensibilità di alcune dita della mano, difficoltà nei movimenti degli arti!

Nei casi più avanzati si ha la tipica deformità “ad artiglio” della mano, che si instaura perché viene meno lo stimolo che il nervo porta ad alcuni muscoli della mano!

Mario Igor Rossello - nervo radiale

Problemi che insorgono con la compressione del nervo radiale del gomito

Quali problemi insorgono con la compressione del nervo radiale del gomito?

Anche il nervo radiale può essere affetto da neuropatie compressive, sebbene queste siano meno frequenti di quelle dei nervi mediano e ulnare.

Il nervo radiale origina a livello della corda posteriore del plesso brachiale e decorre nella regione posteriore del braccio in profondità al muscolo tricipite.

Nella parte distale del braccio il nervo si fa laterale, ruota intorno all’omero per portarsi davanti all’articolazione tra omero e capitello radiale al di sotto dei muscoli epicondiloidei.

A livello del gomito si divide in due rami terminali uno superficiale sensitivo ed uno profondo motorio.

La più comune neuropatia da compressione del nervo radiale è quella che interessa il suo ramo terminale profondo chiamato anche nervo interosseo posteriore (NIP).

Quest’ultimo è un nervo motorio puro che provvede all’innervazione dei muscoli del compartimento posteriore dell’avambraccio (estensori del polso e dita).

Il NIP, nelle sindromi compressive è spesso schiacciato nel suo passaggio al gomito a livello dell’arcata di Frohse!